Questa volta a scrivere è Natale.
Trovo divertente questo scambio di battute on line tra me e l'amico Francesco (non lo definirò mai un collega, neanche di blog, mi suona troppo freddo), la cosa curiosa è che stando lontani si tratta di un vero e proprio dibattito non preparato.
Sarò sincero, a me lo Chardonnay Jurosa non è dispiaciuto, certo ancora rigido e un po' appesantito dal legno, ma la stoffa, per quanto mi riguarda, c'è. Non sarà certamente la migliore interpretazione di questo vitigno ma oggi, proprio per questa moda di "barricare" lo chardonnay spesso appesantendolo, è difficile fare un vino che si distingua davvero (non tutti possono essere la super-riserva 1995 di Terlano di cui parleremo presto).
Vorrei chiudere parlando dell'ultima bottiglia della cantina friulana, ringraziando Francesco perchè avevo chiesto il piacere di raccontarla brevemente, il Confini, uvaggio di Gewurtztraminer, Pinot grigio e Riesling.
Ecco che parlare di personalità di un vino è in questo caso quantomai appropriato.
Naso splendido che regala una progressione netta, inizia con il riesling e il pinot, per poi lasciare lentamente strada al gewurtztraminer arrivando a chiudere in una splendida sintesi.
Bocca piena, morbida ma allo stesso tempo acida e fresca, note erbacee e floreali si accompagnano ad un frutto leggermente ammorbidito dal legno mai prevalente, presente e giusto come piace a me.
Chiude veramente lungo ritornando sulle note olfattive iniziali.
Sensazioni splendide per un vino assolutamente armonico, che unisce energia ad una struttura esile ma mai labile, anzi è straordinariamente vivo e, secondo me, destinato ad essere ancora più buono con qualche anno alle spalle.
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